giovedì 16 luglio 2009

Partito del Sud, ci siamo quasi!

Sono giorni importanti, questi, per la nostra Sicilia, perchè la convention che si terrà venerdì e sabato a Sorrento, alla quale presiederanno alcuni grandi esponenti della politica siciliana, primo fra tutti Gianfranco Miccichè, potrebbe essere decisiva sia per la creazione di un nuovo partito, il Partito del Sud, sia per la definizione di un nuovo assetto politico che potrebbe essere volano di concrete, nuove speranze relative al futuro, ma in primo luogo al presente, del nostro territorio.
Pubblico qui di seguito un articolo uscito oggi sul quotidiano online LiveSicilia.


Partito del Sud, avanti tutta: “Silvio non ci farà la guerra”

“Non sono andato da Berlusconi a chiedere permessi, non sono un ragazzino che ha bisogno di chiedere permessi. Era scontato che lui dicesse di no e non mi attendevo dicesse un sì, abbiamo discusso tra persone consapevoli e abbastanza mature. Abbiamo discusso per capire, per maturare certe idee”. Lo dice il sottosegretario con delega dal Cipe, Gianfranco Miccichè, in un’intervista pubblicata da “La Sicilia” in merito all’incontro avuto con il premier Silvio Berlusconi nei giorni scorsi per discutere dell’idea, lanciata dallo stesso Miccichè, di creare un Partito del Sud.

In merito alla possibilità che il premier dia pubblicamente un parere negativo sulla nascita della nuova formazione politica, Miccichè sottolinea: “Berlusconi non ci farà la guerra perché rischierebbe di perdere i voti di Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna. E lui questo non lo farà mai. Mi ha detto se potevo aspettare ancora qualche giorno, ma gli ho detto che non potevo aspettare nemmeno un’ora. Io vado avanti, devo andare avanti”.

“Se ci desse i miliardi dei Fas - aggiunge Miccichè - il centro ricerche di Carini, investimenti sulle ferrovie, allora potremmo valutare la situazione, assumere un atteggiamento diverso. Ma è da un anno che il Governo non dà niente di niente al Sud, anzi toglie e la situazione delle Regioni meridionali è diventata insopportabile”.

Miccichè non risparmia commenti neppure nei confronti di chi invoca le sue dimissioni alla luce delle diverse posizioni con l’esecutivo nazionale su alcuni temi. “Sono affari miei - taglia corto - sto dentro il governo per incidere, per mantenere un ruolo che può essere d’aiuto alla Sicilia e alle Regioni meridionali. In ogni caso il partito che abbiamo in mente è scontato che sia alleato del Pdl, ma puntiamo a qualcosa di più, al sistema tedesco”.

Quanto alle possibili adesioni di esponenti del Pd al Partito del Sud, Miccichè precisa: “non mi interessa cosa faranno. Come non mi interessa quello che fa il governatore siciliano Raffaele Lombardo, non facciamo un movimento a favore dell’Mpa. E’ chiaro che con l’Mpa, per la battaglia che conduce e per i motivi con cui è nato, possiamo avere un rapporto privilegiato a prescindere, ma non siamo la stessa cosa”.


martedì 28 aprile 2009

Addio, caro Gaspare!

Stasera mi sento spenta... vuota.
Mille pensieri pullulano nella mia mente, tanti ricordi che caricano il mio cuore di tristezza e di rimorso, il rimorso di non aver avuto il coraggio di fare quell'ultima telefonata, forse per paura di sentire la tua voce debole che mi avrebbe fatto percepire che avevi gettato le armi e che ci stavi lasciando.

Il mondo della politica è cinico e spietato; ho incontrato spesso nel mio cammino gente arrogante, arrivista e opportunista, ma ho avuto la fortuna di conoscere e di avere, come punti fermi, uomini eccezionali, te primo fra tutti, che considero la mia "guida spirituale", una sorta di "padre".

Gaspare Giudice: un galantuomo, un uomo di cuore, generoso, protettivo, una persona che riusciva a mettere da parte la politica quando era il momento e ad instaurare dei rapporti umani saldi, sinceri, perchè nella vita, alla fine, è questo ciò che veramente conta, ma purtroppo siamo troppo assorbiti da questa ipocrita società per accorgercene.

Hai mollato... hai deciso che era arrivato il tuo momento, dopo tante lotte contro il male che ti stava logorando impadronendosi, pian piano, del tuo corpo, eppure sai, caro Gaspare, c'era qualcuno che aveva ancora bisogno di te.

Si, quel qualcuno nei confronti del quale tu sei sempre stato in grado di trasmettere tanta forza e voglia di andare avanti nei momenti in cui si sentiva solo e senza stimoli, quel qualcuno che ti ha poi seguito e sostenuto in questo cammino tortuoso senza volere nulla in cambio ma dandoti tutto l'affetto di cui avevi bisogno e che sei stato in grado di dargli tu nei momenti difficili.
Vorrei dire tante cose, ma rimangono bloccate nella mia mente come se volessero essere custodite gelosamente, anche perchè sanno che tu le hai già recepite.
Mah si, certo che le hai recepite.....
Ciao Gaspare, rimarrai sempre nel mio cuore!


venerdì 10 aprile 2009

Fermiamoci a riflettere

Stasera ho voglia d’isolarmi dal mondo… di riflettere…. di comprendere se i miei obiettivi, tutte le mete che finora ho messo in primo piano nel mio cammino e che mi sono prefissata siano effettivamente ciò che voglio e ciò che è giusto desiderare, perché sapete, alla fine, si vive una volta sola, e basta un attimo per distruggere tutti i sacrifici di una vita… e non vorrei, un giorno, avere troppi rimpianti, rimproverarmi di non aver detto un “ti voglio bene” o un “ti amo” alle persone che ritengo punti fermi e fondamenti della mia vita, o di aver perso troppo tempo a rincorrere certi obiettivi e averne sottratto altro a ciò che amo e alle cose che contano veramente secondo quelli che sono i miei valori e i miei principi.

Ho paura. Mi sento così piccola in questo momento, così impotente di fronte all’ineluttabilità del destino!Non riesco a sopportare di non poter far niente per cambiare il corso delle cose.. della mia vita.. della VITA.

Mi rendo conto che il mio non è l’atteggiamento giusto, perché dalle mie parole non si denota alcuna via d’uscita, alcun segno di speranza, ma non riesco ad averne quando penso a tutte quelle persone che hanno visto, inaspettatamente, morire i loro cari e oggi si sono ritrovate a piangere davanti alle loro bare.

E allora mi domando il perché di tali ingiustizie..
Mi chiedo perché la vita ci riservi tali sofferenze.. E ancora, perché siamo solo di passaggio in questo mondo e di noi non resterà che un ricordo....

venerdì 20 febbraio 2009

Miccichè e Alfano al vertice del Pdl in Sicilia.

A poco più di un mese dal Congresso che porterà alla costituzione del PDL, da Palazzo Grazioli, finalmente, la notizia che in molti, impazientemente, attendevano: saranno Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, e Gianfranco Miccichè, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a gestire la fase di passaggio da Forza Italia al Popolo della Libertà in Sicilia, coadiuvati dal coordinatore di Alleanza Nazionale nell’Isola, Pippo Scalia, fedelissimo del Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

La notizia è di quelle che sono destinate a scuotere il panorama politico isolano, sia per il valore dei protagonisti, sia perché si ridisegnano e ridefiniscono gli assetti di potere all’interno del PDL, che, dopo il tracollo dell’UDC, è il primo partito in Sicilia.

E’ stato direttamente il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a richiamare ai vertici del partito quel Gianfranco Miccichè che fu l’indiscusso protagonista del 61 a 0 nei confronti dell’allora Ulivo, in occasione delle consultazioni politiche, che nel 2001 scossero la politica regionale e ridisegnarono definitivamente l’assetto di potere nell’Isola.

L’attuale responsabile del CIPE e il Ministro della Giustizia, Alfano, hanno il compito di gestire gli equilibri interni del partito berlusconiano in una fase molto delicata sia per l’approssimarsi delle elezioni europee, sia per la difficile gestione dei rapporti con gli alleati a livello regionale.L’incarico conferito a Miccichè non è solo un premio al brillante lavoro di governo svolto dal politico palermitano, quanto un segnale inviato direttamente da Berlusconi ai suoi fedelissimi siciliani sull’effettivo rapporto di forza tra le varie correnti, e sul suo gradimento personale rispetto ad una gestione del partito, quella di Miccichè, che tante soddisfazioni ha dato al Capo del Governo negli anni.

Il lavoro, la coerenza e la caparbietà di Gianfranco Miccichè, che non solo ha condotto Forza Italia a indiscussi successi, ma ha saputo anche mettersi da parte, nonostante il gradimento dei siciliani, quando Berlusconi glielo ha chiesto, per candidare Lombardo alla Presidenza della Regione, sono stati finalmente premiati.
Saranno insomma ore frenetiche, le prossime, all’interno del partito azzurro, con la ridefinizione della squadra che affiancherà il neo coordinatore, e con la verifica della tenuta del rapporto con il collega Alfano.

Certo è che se Miccichè, Alfano, ed il vice Scalia, sapranno trovare i giusti equilibri, e valorizzare gli uomini e le donne più capaci, difficilmente mancheranno nei prossimi mesi le soddisfazioni elettorali per il partito di Berlusconi.

giovedì 12 febbraio 2009

Un convegno per prepararci alla Riforma della Scuola e dell'Università.

Dall’introduzione dell’insegnante unico alle elementari all’aumento delle ore d’insegnamento nelle scuole, dal 7 in condotta alle divise scolastiche, dagli esami di riparazione alla riduzione fino a un massimo di 5 punti del credito scolastico. Queste sono alcune delle novità che entreranno in vigore nelle scuole (elementari, medie, superiori) a partire dal prossimo anno.

Per la prima volta in Italia dopo la Riforma Gentile del 1923, si riorganizza la scuola con una riforma organica di tutti i cicli. Elementari e medie cambieranno dal 1° settembre 2009, mentre le superiori dal 1° settembre 2010.
Ormai da troppo tempo la scuola italiana appariva in una situazione preoccupante: i costi erano diventati troppo eccessivi e, paradossalmente, la qualità negli anni era calata, non permettendo, in tal modo, agli studenti di conseguire una preparazione soddisfacente.
Urgeva, quindi, una riforma del sistema scolastico, che, come ogni cambiamento che si rispetti, avrebbe comportato scelte coraggiose di rinnovamento. Il decreto Gelmini rappresenta, in tal senso, il passo coraggioso e conclusivo verso una doverosa riforma organica del sistema scolastico in Italia.

Come il Ministro Mariastella Gelmini ha affermato, la scuola dovrà svolgere il servizio di “educazione alla cittadinanza”, rimettendo la persona al centro e preparando i ragazzi “a essere consapevoli dei propri diritti e doveri”. Il suo è un progetto ambizioso che comporta il ritorno a maggiore rigore e autorevolezza da parte degli insegnanti.

Alterne le reazioni che si sono susseguite in questi mesi sia a favore che contro la riforma. In questo particolare momento storico-politico che vede una aspra contrapposizione di studenti, docenti e opinione pubblica sul decreto legge 133/2008, riteniamo utile interrogarci se la proposta di riforma della scuola italiana sia, come denuncia il movimento di protesta, un attentato al diritto costituzionale di un’istruzione libera e garantita a tutti i cittadini italiani o, come sostengono il Ministro, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e tutto il Governo, sia il tentativo di risanare una scuola sotto molti profili in crisi.

Per affrontare tali temi, la rivista Symposium, d’intesa con l’Università degli Studi di Palermo e con alcune Istituzioni Scolastiche, ha ritenuto opportuno realizzare un convegno dal titolo “La Riforma della Scuola e dell’Università”, presso la Sala di Rappresentanza dell’Università degli Studi di Palermo, il 2 marzo 2009 alle ore 16.30.

Per l’occasione, dopo i saluti istituzionali dell'on. Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Siciliana, dell'on. Francesco Cascio, Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, dell'on. Giovanni Avanti, Presidente della Provincia Regionale di Palermo, e dell'on. Salvatore Lentini, interverranno: il prof. Roberto Lagalla, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, l’on. Giorgio Clelio Stracquadanio, l’on. Gabriella Giammanco, il prof. Antonello Miranda, Preside della Facoltà di Scienze Politiche di Palermo, il prof. Angelo Mineo, l’On.le Antonello Antinoro, Assessore Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione, la dott.ssa Patrizia Monterosso, Dirigente Generale della Pubblica Istruzione, il dott. Romeo Palma, Dirigente Generale dell’Ufficio Legislativo e Legale, il dott. Guido Di Stefano, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico di Palermo, il prof. Francesco Teresi, la prof.ssa Leonarda Vaiana, il prof. Mario Li Pomi.

lunedì 9 febbraio 2009

Ciao Eluana, ora sei tra gli angeli!

Eluana si è spenta.
17 anni trascorsi in uno stato vegetativo permanente e irreversibile a causa di una brutta beffa del destino. Il suo corpo era ormai privo della capacità di provare qualsiasi esperienza, totalmente nelle mani del personale che la assisteva. Solo dopo poche ore senza terapia che il suo cuore ha cessato di battere…

In questi giorni si era scatenato un dibattito molto acceso e tormentato sul caso che aveva toccato tutte le parti sociali, politiche e giuridiche: è giusto togliere a un individuo che non è più in grado d’intendere e di volere gli alimenti, oppure bisogna accudirlo finchè non lascerà questo mondo in maniera naturale? Non esiste, a mio avviso, una soluzione oggettivamente vera.

I familiari della povera Eluana erano talmente esasperati da chiedere la morte della loro figliuola; io penso che al loro posto non avrei mai avuto questo coraggio: da madre avrei preferito recarmi ogni giorno in ospedale a stringere la mano della mia “bambina” piuttosto che andare al cimitero a portarle dei fiori ma nessuno ha il diritto di giudicare in un senso o in un altro l’atteggiamento della famiglia. Non credo che la loro richiesta fosse dettata da una mancanza di valori umani o di affetto nei confronti della loro creatura.

In fondo, che senso ha vivere se non si può riempire la propria esistenza di significato?! Questa è una domanda alla quale nessuno potrà mai dare una risposta esatta, perché ognuno risponde in base a quello che gli detta la propria coscienza, e chissà cosa avrebbe risposto Eluana. Sicuramente noi non potremo mai saperlo.

Il decreto sull’alimentazione forzata votata in Parlamento dopo la morte di Eluana costringerà non solo chi non è nel pieno delle proprie facoltà mentali, ma anche chi lo è ad essere alimentato, quindi costringerà chiunque a subire delle cure. Questo è stato il risultato di quanto ha dettato la coscienza ai parlamentari di maggioranza (e non solo ad essi!) in quei momenti cruciali e combattuti del voto. Ma mi chiedo: il si o il no del parlamentare rispetta la possibilità di ognuno di godere del diritto di esprimere la propria identità, che può essere diversa dall'identità del singolo deputato o senatore?

Ogni voto è soggettivo e dipende dal proprio giudizio etico, dalla propria sensibilità morale, in base al concetto personale che si ha del bene e del male. Ma un uomo dello stato non può decidere di votare dopo essersi chiesto, se in sua coscienza, l'eutanasia è un bene o un male, o se lo è l’aborto, o il testamento biologico, o ancora se è un bene o un male il rapporto omosessuale o la fecondazione assistita. Il problema che un legislatore deve porsi è se una determinata legge sia giusta o sbagliata rispetto ai principi di libertà ed uguaglianza di ogni cittadino.

Libertà, che equivale alla piena libertà di essere se stessi, con le proprie caratteristiche che ci differenziano dagli altri, ed Uguaglianza, che corrisponde al godimento, nello stesso tempo, della pienezza dei diritti, così come ogni altro cittadino.
Un cittadino, quindi, dovrebbe avere, a mio avviso, la libertà di avvalersi o meno di una determinata legge, tanto più se entriamo nel campo dell’etica, ma, in tal caso, la mancanza del rispetto di tale legge non dovrebbe essere considerata un reato perseguibile dal legislatore. Nè dovrebbe essere vagliato, a livello di base sociale, quanti in coscienza ritengono sia un bene o un male una determinata legge che riguarda la sfera dell’etica. E questo dovrebbe essere l’atteggiamento di ogni stato democratico, se per democrazia intendiamo il "governo del popolo", ovvero il luogo dove le minoranze possono esprimersi.

Nel caso contrario, possiamo definire quella forma di governo come una sorta di "dittatura della maggioranza" (o dittatura religiosa), propria di una maggioranza la cui etica, la cui coscienza, rispecchia quella del mondo cattolico. Ma uno Stato che si rispetti dovrebbe essere laico, non etico. Sia chiaro, io sono una di quelle persone che difendono il diritto alla vita, ma penso anche che di fronte a condizioni dolorose e ingiuste, che non sembrano destinate a cambiare o a risolversi, nasca spontaneo chiedersi che senso abbia, a quel punto, vivere. Occorre imbattersi nella presenza di qualcuno che sperimenti come piena di senso quella vita che noi stessi invece viviamo come un vuoto devastante, perché in fondo è tale.

Non mi sento in diritto di giudicare, e sicuramente non lo sono. In ogni caso, ormai Eluana non c’è più, e forse l’unico modo per manifestarle rispetto e solidarietà è stare in silenzio e pregare per lei.
Addio, Eluana…

giovedì 5 febbraio 2009

Sicilia: al via il “toto-scommesse” per le prossime europee.

Comincia il “toto-scommesse” sui candidati delle prossime europee. In Sicilia, ma non solo qui, le elezioni europee del 6 e 7 giungo assumono valori differenti per i partiti chiamati a misurarsi nuovamente con le urne.

Udc ed Mpa, un tempo alleati, si contendono in queste elezioni sostenitori e voti.
Raffaele Lombardo sarà capolista in tutti i collegi d´Italia, seguito dagli esponenti di punta dell´Mpa. Per quanto riguarda le trattative con gli altri partiti (dalla Lega, ai Socialisti all´Udeur), - tutto è ancora in dubbio. E se Lombardo si comporterà come da tradizione, stabilirà liste e coalizioni all´ultimo momento. Ciò che preoccupa Lombardo per ora, infatti, è lo sbarramento al 4 per cento.

Udc, per acchiappare il maggior numero di voti in tutta la Sicilia, dovrebbe candidare l´assessore ai Beni Culturali, Antonello Antinoro, che alle scorse regionali ha ottenuto oltre 30 mila voti, il segretario regionale, Saverio Romano o il presidente della Provincia Giovanni Avanti, l´ex presidente della Regione Totò Cuffaro, a meno che non decida di lasciare il posto al fratello Silvio, sindaco di Raffadali. E ancora, dovrebbero essere messi in lista il presidente della Provincia di Trapani Girolamo Turano, il ragusano Giuseppe Drago, l´assessore all´Industria Pippo Gianni per Siracusa e Bernardo Alaimo per Caltanissetta.

All’interno del Pdl, dove la situazione è già di tensione per gli schieramenti che ne fanno parte, la partita si gioca fra gli ex forzisti vicini al gruppo Schifani-Alfano, i fedelissimi di Gianfranco Micciché e gli ex di Alleanza Nazionale. A Palermo, il sindaco Diego Cammarata non dovrebbe più candidarsi, non essendo passata la legge che garantisca a primi cittadini e presidenti di provincia il diritto di mantenere le poltrone anche se eletti al parlamento europeo. Al suo posto dovrebbe essere messo in lista Salvatore Iacolino, presidente dell´Ausl 6, fedelissimo del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Il candidato della Sicilia orientale dovrebbe essere l’assessore all´Agricoltura Giovanni La Via, sostenuto fortemente da Giuseppe Castiglione, e fra gli ex di An, è prevista la candidatura del senatore Nino Strano.

Gli ex forzisti fedeli a Micciché potrebbero puntare su Pippo Fallica (sebbene ambisca alla carica di vicesegretario regionale del Pdl con delega agli enti locali) o su Giacomo Terranova, amministratore delegato della Gesap o, ancora, su Giovanni Mauro, ex presidente della Provincia di Ragusa. Questo se non decidesse di candidarsi lo stesso Gianfranco Miccichè, passo che in questi giorni il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio ed ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana ha dichiarato di voler fare.

"La mia e' una provocazione rivolta ad Alfano e Schifani”, afferma Miccichè. “Se non si trova una soluzione al coordinamento Regionale prima delle Europee – prosegue il sottosegretario - dico che la soluzione migliore è che io mi candido, così poi ci contiamo. Se il partito è ancora privo di un coordinatore regionale è anche per una loro responsabilità. Io mi candido. Loro scelgono un candidato. E chi prende più voti decide la linea. Un congresso virtuale e virtuoso, fatto con i voti anzichè con le tessere". "Non è la stella cadente di Miccichè che ce l'ha con le stelle nascenti - aggiunge Miccichè - ma le stelle nascenti ce l'hanno con quella di Miccichè. Quello che ho costruito io in Sicilia non l'ha costruito nessuno. Per fortuna io ho le spalle abbastanza larghe per portare il peso della riconoscenza di Silvio Berlusconi. Io farei benissimo il coordinatore perchè già l'altra volta l'ho fatto benissimo. Faccio tutto questo solo per amore del mio partito. La cosa più folle in tutta questa storia è che i vertici del Parlamento in Sicilia, ora sono contro quel Raffaele Lombardo che hanno preteso di avere come presidente della Regione contro di me, pur di non avere me”.