giovedì 3 luglio 2008

Ingrid Betancourt finalmente libera!

Finalmente libera! La senatrice colombiana Ingrid Betancourt è stata liberata ieri da un blitz dell’esercito, dopo sei anni trascorsi in mano alle Farc, le Forze armate rivoluzionarie. Un’operazione esemplare, perfetta, senza spargimento di sangue, che ha portato alla liberazione della donna e dei 14 ostaggi prigionieri con lei nella jungla: tre americani e undici soldati colombiani. Ciò dimostra che c’è stata una forte intelligence e che il presidente Uribe ha fatto bene a scommettere su una attività di prevenzione per liberare la Betancourt, piuttosto che cedere al ricatto delle Farc.

Ma chi è Ingrid Betancourt? Ingrid è una donna che non si è chiesta mai se le cose in cui credeva incontravano il consenso delle classi al potere in Colombia o se erano gradite dai narcoguerriglieri; è andata controcorrente, non ha sposato lo stato di cose esistenti nel suo Paese magari facendo valere la sua posizione sociale, ha rifiutato di piegarsi al ricatto di chi crede possibile raggiungere la pace attraverso l’annientamento del nemico.

È simbolo di speranza Ingrid, che ci prospetta verso un mondo nuovo, con meno oppressione e ingiustizia. Le donne sono portate a costruire laddove gli uomini alimentano i loro impulsi distruttivi. Le donne combattono ma difficilmente odiano. E sanno trasformare il loro dolore in energia attiva. La Betancourt, in quanto donna, sa cosa significhi dare alla vita un essere umano e, già per questo, ha più rispetto per la vita umana. Ecco: il dolore che si trasforma in fare, si fa energia di cambiamento, un’energia che intravediamo già nelle lettere da lei scritte durante la sua prigionia, che raccontano di una donna stremata fisicamente ma non moralmente, di una donna lucida, consapevole, che consegna alla scrittura non solo la sua tenace volontà di resistere ma anche la sua visione del mondo, la convinzione di essersi battuta per una causa giusta. Ingrid non implora pietà. I suoi carcerieri non sono riusciti a imprigionare la sua mente. Ingrid è sempre stata nel suo essere più profondo una donna libera, sempre.

Numerose le campagne condotte in tutto il mondo in questi anni per la sua liberazione, che hanno trasformato la Betancourt nel simbolo di tutte le persone prese in ostaggio nella lunga crisi colombiana.
La filosofia e l’azione della Betancourt sono da sempre state mosse da un’idea di pace impegnativa, scomoda: Ingrid coniuga pace con giustizia sociale, pace con democrazia, pace con rispetto dei diritti umani e civili, pace con lotta alla corruzione e alla falsa rivoluzione imposta dai narcoguerriglieri. Ed è per questo che è sempre stata invisa ai corrotti del suo Paese e alla falsa alternativa di chi con Ingrid tiene in ostaggio un intero popolo.
Nonostante abbia sofferto una lunga prigionia, ha saputo esprimere parole di non risentimento verso i suoi rapitori e continua ad avere la voglia di lavorare per il suo Paese, per il bene della Colombia e per la riconciliazione.

Candidata d’eccellenza al Premio Nobel, Ingrid è diventata un messaggio di pace per la Colombia e col suo sacrificio assurge a simbolo di grandi battaglie di libertà.

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